Pantone e Open Source: Come Gestire Colori Proprietari con Software Libero
Nel 2022, Adobe ha ufficialmente rimosso l’accesso gratuito ai colori Pantone nelle sue suite, obbligando gli utenti a sottoscrivere un abbonamento aggiuntivo. Questo ha suscitato un’ondata di interesse per soluzioni alternative, coinvolgendo anche la comunità dei software open source.
Il problema: Pantone diventa a pagamento
I colori Pantone sono uno standard industriale per la stampa e il design. Sono utilizzati per garantire la coerenza cromatica su supporti differenti, dal web alla carta stampata. Con la rimozione dell’accesso gratuito, chi lavora con strumenti come Illustrator o Photoshop deve ora pagare un abbonamento per visualizzare o esportare i colori Pantone.
Chi usa software open source si è trovato davanti a un quesito simile: come si gestiscono i colori Pantone quando non si ha accesso diretto ai file originali .acb o .ase, né si vuole (o può) sottoscrivere un abbonamento?
L’alternativa: palette libere e convertite
Un’interessante soluzione è stata proposta da Jesús Da Silva (jesusda.com) che, a partire dai file .acb ufficiali (binari e proprietari), ha estratto e convertito le palette in formati liberi e leggibili da software open source.
Il suo progetto è disponibile su:
https://www.jesusda.com/projects/colorpalettes/
Le palette sono state salvate in formati .gpl (per GIMP/Inkscape), .svg, .css e .json, tutti compatibili con vari strumenti liberi.
Come usare le palette nei software open source
GIMP

- Scarica i file
.gpldal repository. - Copiali nella cartella:
Linux:~/.config/GIMP/2.10/palettes/
Windows:C:\Users\<nomeutente>\AppData\Roaming\GIMP\2.10\palettes\ - Avvia GIMP e apri la finestra “Palette” da Finestre > Pannelli agganciabili > Tavolozze.
- La palette sarà disponibile per l’uso negli strumenti colore.

Inkscape
- Scarica i file
.gplo.svg. - Copiali nella cartella:
Linux:~/.config/inkscape/palettes/
Windows:C:\Program Files\Inkscape\share\palettes - Riavvia Inkscape e seleziona la nuova palette dal pannello inferiore.
Ma attenzione: non sono tinte piatte reali
È importante sapere che Inkscape (e anche GIMP) non supporta le tinte piatte vere, come quelle riconosciute dai dispositivi di stampa professionali. Anche se usi un colore chiamato “Pantone 485 C”, nella pratica stai solo usando un colore RGB o CMYK con quel nome.
Per la stampa professionale: meglio Scribus
Se hai bisogno di produrre file per stampa tipografica con tinte piatte reali, Inkscape non basta. In questo caso, il software open source più adatto è Scribus, che supporta i colori spot.
Come usare le tinte piatte in Scribus:
- Crea un nuovo documento.
- Vai su Modifica > Colori e clicca su Importa per caricare una libreria di colori (come Pantone Solid Coated).
- Scegli un colore e assicurati che l’opzione “Tinta piatta (spot color)” sia attiva.
- Applica quel colore agli oggetti nel tuo layout.
Scribus salverà questi colori come tinte piatte vere nel file PDF finale, riconosciute dai RIP delle tipografie.
Un modello di legenda per il tipografo
Quando si invia un file con tinte piatte, è buona norma allegare una legenda colori, così il tipografo sa esattamente quali inchiostri usare. Ecco un modello semplice ma professionale:
Legenda colori stampa a tinte piatte
- Rosso istituzionale → Pantone 485 C
Utilizzato per loghi e titoli principali.- Grigio tecnico → Pantone Cool Gray 7 C
Usato per sfondi, trame e testi secondari.- Verde evidenziazione → Pantone 368 C
Presente nei grafici e nelle icone.Nota: tutte le tinte devono essere stampate come spot color (tinte piatte), non convertite in CMYK.
Questa legenda può essere allegata come documento PDF o come pagina all’interno del file di sta
Considerazioni legali
Sebbene i file generati da Da Silva non contengano proprietà intellettuali di Pantone (poiché sono convertiti e privi di riferimenti diretti), il progetto viene offerto solo per scopi educativi e personali. L’utilizzo commerciale potrebbe sollevare problemi legali: attenzione, quindi, a come vengono impiegati in ambiti professionali.
Conclusione
Con un po’ di attenzione e gli strumenti giusti, è possibile gestire i colori Pantone anche in ambienti open source. Inkscape, GIMP e Scribus, se ben configurati, permettono di mantenere un flusso di lavoro professionale e compatibile con le esigenze della stampa.
Il mondo del software libero continua a offrire risposte agili a problemi imposti da logiche proprietarie. La gestione dei colori Pantone, anche se ufficialmente “chiusa”, può ancora avvenire in modo collaborativo e accessibile. Un grande esempio di resilienza creativa.



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