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Iniziamo parlando di Kodi.

Kodi

Kodi è un software semplice e completo per trasformare una TV tradizionale in una smartTV con i fiocchi. Si tratta di un software open source ed è compatibile più o meno con qualsiasi dispositivo già in vostro possesso. Dal sito ufficiale è possibile scaricare le build per Linux, Windows, iOS, OSX, Android e Raspberry Pi (e altri). Ciò significa che qualsiasi sia il vostro sistema operativo avrete modo di trasformare il vostro computer (o la vostra Raspberry Pi box) in una smartTV. Se poi collegate il computer alla TV il gioco è fatto.

Per chi vuole testare il funzionamento di Kodi su Ubuntu e magari usarlo insieme alla propria TV l’installazione è molto semplice. Di seguito le istruzioni per la versione stabile.

Installiamo il programma “software-properties-common” e il repository “team-xbmc/ppa“. Poi installiamo Kodi:

sudo apt-get install software-properties-common
sudo add-apt-repository ppa:team-xbmc/ppa
sudo apt-get update
sudo apt-get install kodi

Vi aspettavate qualche altro passaggio? Spiacente di deludervi.

Cambiando discorso uno degli aspetti importanti è quanto sia legale Kodi. Il team di sviluppo si è interrogato in un recente post sulla legalità del loro software.

Risposta breve: Kodi è legale.

Risposta meno breve: Non è Kodi a essere illegale, ma può esserlo l’uso che alcuni utenti ne fanno.

Dichiararlo illegale sarebbe un po’ come dire che per gli incidenti automobilistici sono responsabili le case produttrici delle automobili.

Questo software è open source, quindi molto flessibile. E’ facile aggiungere add-on non sempre “verificate“. Questo, oltre che esporre l’utente a un rischio per la sua sicurezza, può essere (a seconda dell’add-on) un comportamento illegale. In rete è facile imbattersi in alcuni siti o youtuber che spiegano come usare Kodi infrangendo la legge sul diritto d’autore. In questo caso la responsabilità è tutta dell’utente. Non potrebbe non essere così.

OpenELEC / LibreELEC

Più o meno dello stesso paio di maniche, ma con qualche sostanziale differenza, possiamo parlare di OpenELEC (parlerò di OpenELEC per tutto l’articolo, ma le stesse istruzioni si possono applicare a LibreELEC indistintamente). Trattasi di una distribuzione minimale basata su Linux pensata per essere installata su dispositivi classici per trasformarli in HTPC (Home Theater PC).

  Linux e font

Anche in questo caso si tratta di un software open source, per questo motivo sarà una preferenza dell’utente la destinazione dell’installazione:

  • unico sistema su PC
  • dual boot con un sistema operativo “classico”
  • live
  • unico sistema su computer single board (Raspberry Pi)

Uno dei grandi vantaggi di questo sistema è la compatibilità con sistemi x86, x64 e ARM. Questo, come già scritto, rende disponibile la distribuzione più o meno per qualsiasi dispositivo comune.

Ma vediamo come installare OpenELEC sulla nostra memoria USB.

Dal sito ufficiale, alla pagina “Download scarichiamo la generic build in versione “stable“. Questa sarà la versione installabile sulla maggior parte dei PC “comuni”.

Il file scaricato avrà l’estensione .tar. Sarà necessario decomprimerlo.

gunzip -d OpenELEC-Generic.x86_64-6.0.0.img.gz

Inseriamo la nostra memoria USB e assicuriamoci che non contenga dati importanti che vogliamo salvare. Dopo l’installazione di OpenELEC tutti i dati presenti verranno sovrascritti. Appena inserita dovremo lanciare il comando “dmesg | tail” per capire quale “/dev/device” sia. Dovrebbe avere un nome simile a “/dev/sdX“.

Assicuriamoci che la memoria USB sia “smontata“.

umount /dev/sdX1

Ora dovremo scrivere l’immagine appena scaricata sulla memoria USB. Per fare ciò useremo “dd“.

sudo dd if=OpenELEC-Generic.x86_64-6.0.0.img of=/dev/sdX bs=4M

Attenzione: occorre cambiare la destinazione dell’immagine (/dev/sdX) in base a come il vostro computer la chiamerà (es. sda,/ sdb,/ sdc, ecc.).

In ultimo assicuriamoci che i cambiamenti siano sincronizzati con la memoria USB prima di rimuoverla. Lanciamo il comando “sync“. Se tutto è andato bene possiamo rimuovere la memoria USB.

Riavviamo il computer, inseriamo la memoria USB prima dell’avvio di GRUB (assicuriamoci di aver impostato la priorità di boot su USB nel BIOS) ed avviamo OpenELEC. Dopo l’avvio sarà possibile provarlo e se ci soddisfa lo si potrà installare come una comune distribuzione Linux.

Godiamoci il nostro nuovo HTPC.


TheJoe

Mantengo questo blog a livello amatoriale dal 2009. Sono appassionato di grafica, tecnologia, software Open Source. Fra i miei articoli non sarà difficile trovarne circa la musica, ed alcuni di riflessioni personali, ma preferisco indirizzare la linea del blog principalmente verso la tecnologia. Per informazioni contattami.

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