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Nell’articolo di oggi vediamo un piccolo hack per l’accesso ai nostri Google docs come se stessimo lavorando in locale. In pratica “monteremo” la cloud dei nostri documenti resa disponibile da Google in una cartella locale. Potremo navigare fra i file come in locale, rinominarli, spostarli, copiarli, tutto come se fossero sul nostro pc.

Il software che si occuperà della condivisione si chiama “google-docs-fs“, un piccolo script in Python con le API di Fuse, disponibile per Linux e Mac.

Prima dell’installazione vanno soddisfatte poche dipendenze (per tutti i sistemi):

  • Python >= 2.5
  • fuse-python >= 0.2
  • gdata-python >= 2.0.0

In genere sotto Linux installando Python vengono installate tutte le dipendenze fin’ora citate.

L’ultima versione è disponibile su repository “Mercurial“, e può essere scaricata digitando da terminale il comando:

hg clone https://google-docs-fs.googlecode.com/hg/ google-docs-fs

Dopo aver scompattato l’archivio appena scaricato sarà sufficiente inizializzare il setup:

./setup.py install

Gli utenti Ubuntu sono un po’ più avvantaggiati. C’è chi ha già compilato i pacchetti necessari e li ha resi disponibili su Launchpad.

Finito il setup dovremo configurare l’accesso alla nostra cloud. Il comando è il seguente:

gmount /mnt/gdocs email@gmail.com

Il comando è tanto semplice quanto veloce, controlliamo di avere i diritti di accesso sulla cartella di condivisione, oppure scegliamo una directory nella home (solitamente l’utente ha accesso a tutte le proprie directory). Monta in “/mnt/gdocs/ i documenti corrispondenti all’account “email@gmail.com“. Verrà richiesto l’inserimento della relativa password.

Usiamo un comando simile per “smontare” la condivisione:

gumount /mnt/gdocs

Il software è attualmente in fase di sviluppo (anche se l’ultima release risale all’anno scorso), ma siamo ancora ad una early release, e non essendo sviluppata da Google (o da sviluppatori dell’entourage), non tutte le funzioni sono disponibili. Ad esempio esistono delle limitazioni nel formato, sono supportati solo i “.doc“, “.xls“, “.ppt” (formati di Office).

Gli sviluppatori sono comunque molto disponibili, e incoraggiano (in caso di non funzionamento, o di malfunzionamento) di inviar loro i debug con l’opzione “-d” alla fine del comando “gmount“, come segue:

gmount /mnt/gdocs email@gmail.com -d

In ogni caso esiste una sezione FAQ (in inglese) ufficiale su googlecode.


TheJoe

Mantengo questo blog a livello amatoriale dal 2009. Sono appassionato di grafica, tecnologia, software Open Source. Fra i miei articoli non sarà difficile trovarne circa la musica, ed alcuni di riflessioni personali, ma preferisco indirizzare la linea del blog principalmente verso la tecnologia. Per informazioni contattami.

1 commento

DaAsFlickred · 14 aprile 2012 alle 10:37 AM

molto interessante.. 🙂

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