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Quando parliamo di “fotografia” non parliamo solo di un vile processo meccanico mediante il quale la luce viene catturata da un sensore, convertita in impulsi elettrici, salvata su una memoria e resa disponibile alla visione. Certamente parliamo anche di questo, ma soprattutto di “composizione“, in un certo senso di “arte“.

Per la buona riuscita di una foto occorre tenere presente qualche piccola regola che se applicata ci darà il vantaggio di non dover trascendere dalla foto originale in post produzione.

  1. Decidere quale sia il soggetto della foto

Il soggetto in uno scatto è uno degli elementi più importanti. Non possiamo scattare “a caso” e pretendere di trovare qualcosa di bello quando scarichiamo le foto. L’errore più grande è voler fotografaretutto“, perché altrimenti perderemmo quell’istante. In realtà la fotografia va un po’ ragionata. L’osservatore che coglie una scena deve decidere cosa fotografare e cosa no, calcolando anche che una volta che guarderemo la fotografia non saremo più nella stessa scena, e le emozioni saranno differenti. Direi che è importante (e anche molto difficile) scegliere quali emozioni comunicare con la fotografia.

The bird is the world

  1. Qualche regola di composizione

Il soggetto è importantissimo, ma riprenderlo “male” è un errore. L’occhio umano compie delle azioni sempre uguali, il gusto è soggettivo, ma alcune regole sono uguali per tutti. La regola dei terzi è una delle regole alle quali è assoggettato l’occhio. Per una composizione non banale è consigliabile (poi ognuno può decidere di usare lo stile che preferisce) far corrispondere i puntiimportantidella composizione alle intersezioni delle linee guida presenti nell’immagine che segue.

Idealmente dividiamo l’immagine in 9 parti: 3 verticali e 3 orizzontali.

Due punti di corrispondenza su tre sono già un buon risultato, tre sono molti e vanno usati solo in certi casi, con quattro facciamo cappotto, ma c’è il rischio di appesantire la composizione. L’immagine di esempio ha tre punti in comune.

Finally with no Italian flag

Quest’altra uno solo.

Plane @Brivio

  1. La profondità di campo

O per dirla con parole comuni “lo sfondo sfocato”.

Impostando il diaframma molto aperto (valori f. bassi) è possibile mettere a fuoco un punto preciso della scena. Viceversa con un diaframma molto chiuso (valori f. alti) metteremo a fuoco gran parte dell’inquadratura, aumentando di conseguenza i tempi di esposizione. Tutto dipende da come preferiamo scattare, e dal risultato che vogliamo ottenere. Nel seguente caso l’uccello è a fuoco, ma il muro su cui è appoggiato no. Questo conferisce maggiore importanza al soggetto.

The bird is the world

Viceversa nello scatto che segue tutto sembra essere a fuoco.

Lomo Light Leaks

  1. Foto troppo chiare o troppo scure

Il termine tecnico è “bruciare” la foto.

Ormai anche in molte delle compatte economiche è presente la funzione “istogramma“. Forse avrei dovuto intitolare la categoria “L’istogramma: questo sconosciuto“.Vediamo com’è fatto e a cosa serve.

Qui sopra trovate una rappresentazione dell’istogramma, forse non è uguale a quello della vostra fotocamera, ma il funzionamento è sicuramente lo stesso. Il triangolino in basso a sinistra indica il nero perfetto, le zone della foto in cui i pixel sono completamente spenti, dalla parte opposta invece troviamo il bianco perfetto. Infatti il primo terzo dell’istogramma corrisponde alle zone d’ombra (prevalentemente scure), il secondo terzo ai mezzi toni, il terzo finale alle luci. In pratica l’istogramma indica in modo inequivocabile le percentuali di luce catturate. Usarlo bene significa fare in modo che il grafico (il grande biscione nero) non esca dai bordi laterali dell’immagine. Nel caso fuoriuscisse dalla parte sinistra la foto sarebbe sottoesposta, al contrario sarebbe sovraesposta e, in entrambi i casi, dovremmo regolarci di conseguenza.

Nella foto che segue il contrasto è accentuato, e non è stata effettuata alcuna correzione digitale.

Siena 2011 - Monte dei Paschi

Concludo con una riflessione. L’elemento più importante in fotografia infine è la luce. Scegliere bene il taglio della foto per carpirne le sfumature di luce è forse la cosa più importante. Diciamo pure che la luce sta alla fotografia come le pentole stanno alla cucina. Senza è impossibile fotografare.


TheJoe

Mantengo questo blog a livello amatoriale dal 2009. Sono appassionato di grafica, tecnologia, software Open Source. Fra i miei articoli non sarà difficile trovarne circa la musica, ed alcuni di riflessioni personali, ma preferisco indirizzare la linea del blog principalmente verso la tecnologia. Per informazioni contattami.

4 commenti

DaAsFlickered · 10 novembre 2011 alle 4:44 PM

zenzore!! 😀

vale · 10 novembre 2011 alle 11:17 AM

oddio sembri Farina!XD
bravo TheJoe bell’articolo 🙂 l’ho anche linkato!

TheJoe · 9 novembre 2011 alle 12:28 PM

Eheh.. grazie davide!

DaAsFlickered · 8 novembre 2011 alle 6:41 PM

ottimo articolo Joe!! 🙂

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