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TheJoe.it Into the (open) source

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WordPress: segnalare al lettore un articolo datato

clocky

Oggi illustro un piccolo procedimento, che consiglio vivamente a quei blogger legati allo sviluppo di un certo argomento, per segnalare automaticamente al lettore che l'articolo che sta leggendo è più vecchio di un lasso di tempo a nostra scelta, ed eventualmente appartenente a una certa categoria. Sto pensando soprattutto al mio blog, in cui un'informazione tecnica può andare bene oggi, ma potrebbe già essere obsoleta con il successivo rilascio di un software, non più supportata o ingetrata dal sistema operativo.

Il risultato sarà del tutto personalizzabile: apparira un blocco (DIV) in testa all'articolo, con una classe a nostra scelta. Saremo poi noi a dare uno stile al DIV.

17mar/1224

La parola chiave “(not provided)” in Google Analytics

google-analytics

Google Analytics è un potente strumento di cui possiamo disporre gratuitamente grazie a Google. Offre una miriade di possibilità dalla possibilità di monitorare gli accessi, al controllo della frequenza con cui un visitatore torna sul sito, le sezioni più cliccate, le meno cliccate ed anche le parole chiave che dopo la ricerca indirizzano al sito.

Da quando Google ha implementato SSL sugli utenti loggati però, è comparsa la voce "(not provided)" fra le mie statistiche. All'inizio si trattava di una percentuale molto bassa a cui non ho dato il giusto peso, dopo diversi anni di funzionamento però, trovo la voce "not provided" al 64,52%, oggi terza fra tutte le ricerche.

27giu/102

Escludere file e directory dall’indicizzazione usando il file “robots.txt”

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Nella rete esistono degli standard di comportamento per i crawler (o bot, o ancora spider) per l'indicizzazione dei contenuti. Non mi riferisco al file ".htaccess", quello serve per configurare il webserver, sto parlando del file "robots.txt".

Il file "robots.txt" è uno dei file di configurazione più semplici che esistano, e a differenza di ".htaccess" va posizionato univocamente solo nella directory radice del sito. Tale file comunica ai motori di ricerca che indicizzano il nostro sito di indicizzare o meno determinati file o directory, e il funzionamento è molto semplice:

31mar/100

TheJoe.it su “VHosting service”

logo.jpgDa qualche tempo amministro alcuni siti su piattaforma Aruba, sono sempre stato entusiasta di Aruba per via dei molti servizi offerti ad un costo molto basso rispetto alla concorrenza. Presto mi sono stancato dei servizi poco standard offerti da Aruba, della piattaforma amministrativa per gli account (Windows server), dell’assistenza clienti quasi inesistente e dell’interminabile numero di pannelli nel quale inserire i propri dati (ce ne sono almeno tre). A questo punto ho deciso di passare a VHosting, ma è noto: “Chi lascia la vecchia via per la nuova, sa quel che perde e non sa quel che trova”. Vediamo cosa ho perso e cosa ho trovato: